“Era il 1898 o il 1899. La mia vita da bambino era un po’ amara, qui a Salvador. [ … ] Un giorno, vicino a casa mia, ho incontrato un bambino bianco molto prepotente che mi ha insultato chiamandomi “sporco mulatto”, e da quel giorno in poi, ogni volta che mi incontrava, mi piacchiava sempre… E io le prendevo… tutte le volte… Prendevo un sacco di botte. Un pomeriggio, dietro la finestra di una casa ho visto un africano che osservava la lotta tra me e quel bambino bianco. Quando terminò, quel negro mi chiamò e, lentamente, arrivai ai piedi della sua finestra. Lui mi guardò per un attimo e poi mi disse: “Tu non puoi combattere con quel ragazzino, quello è cattivo, è molto più aggressivo di te, non puoi affrontarlo, anche se so che vorresti. [ … ] Ma se tu davvero vuoi sfidarlo, non per orgoglio, ma per difendere il tuo colore, io ti insegnerò e tu potrai imparare a combattere”. Così quel vecchio mi fece “entrare nella Capoeira”, cominciò ad allenarmi, con dedizione, e presto fui pronto per sfidare il bambino bianco. Un giorno uscii di casa e quando il ragazzino mi vide mi insultò e mi colpì chiamandomi, come tutte le altre volte, “sporco mulatto”, io caddi per terra e lui continuò a colpirmi, finché non mi rialzai e iniziai a picchiarlo con calci velocissimi [ … ]. Da quel giorno lui non mi importunò più ed io divenni capoeirista. È così che la Capoeira divenne la mia vita ed è così che per tutta la vita l’ho insegnata. Imparai l’arte, la storia, la musica, nel 1910 divenni Maestro e diversi anni dopo aprii una scuola. [ … ] una scuola di capoeira [ … ]”.

MESTRE PASTINHA

Vicente Ferreira Pastinha, Mestre Pastinha, nasce a Salvador de Bahia il 5 aprile del 1889 da padre spagnolo e madre bahiana. Iniziò a praticare la Capoeira all’età di otto anni con Mestre Benedito.
Dopo un periodo trascorso in marina, nel 1910, Mestre Pastinha inizia a insegnare. Il suo primo allievo si chiama Raimundo Aberê  e la sua prima scuola si trova nel Largo do Cruzeiro do São Francisco. Compagno, amico, padre e fratello dei suoi allievi, ma anche maestro severo e generoso, leale e coraggioso, vive intensamente i tantissimi anni che dedica alla Capoeira Angola, preservandone l’originalità e l’essenza.
Grazie al suo talento e alla sua dedizione contribuisce in modo determinante a fare in modo che la società bahiana e brasiliana in generale percepiscano cosa sia la capoeira e quanto grande sia la sua arte, al di là dei preconcetti esistenti.
Pastinha dice: “chi parla di Capoeira deve dire solo ciò che sa, e mai ciò che la Capoeira non è“.
Nel 1941, al numero 19 del largo do Pelourinho, fonda O Centro Esportivo de Capoeira Angola, la prima vera Accademia di Capoeira Angola, che negli anni diventa il punto di riferimento più importante per tutti i praticanti della Capoeira Angola del Brasile.
Chi gli fa visita o ha la fortuna di assistere alle lezioni e alle rodas rimane impressionate dal suono dei berimbaus, dalle cantigas, dalla maliçia e dalla malandragem, e dalla magia del suo gioco.

Mestre Pastinha insegna l’arte della capoeira Angola per tutta la vita, sostenendo sempre con forza l’importanza e il valore delle sue tradizioni e del suo valore morale, oltre che fisico.
In alcuni preziosi manoscritti parla esplicitamente di “etica” per indicare quel complesso di regole di condotta destinate al capoeirista. Per Mestre Pastinha il maestro di capoeira è ”calmo e riflessivo, non perde mai il controllo e pensa sempre a ciò che fa; la prepotenza, l’egoismo, l’aggressività, la slealtà, l’orgoglio, la viltà e gli interessi mercenari  non gli appartengono”.
Nel 1968, dopo tantissimi anni di insegnamento, Mestre Pastinha viene sfrattato dalla sua casa, sede ormai decadente della scuola e al posto dell’Academia il dipartimento del Patrimonio Historico da Cidade fa costruire un ristorante.
Mestre Pastinha non torna più a insegnare capoeira. Grazie a lui, la Capoeira Angola ha acquisito dignità e valore agli occhi della società brasiliana e mondiale e no ostante ciò, solo sua moglie Maria Romélia Costa Oliveira, donna Nice, si prende cura di lui fino a quando, ormai cieco, il 13 novembre del 1981 Mestre Pastinha muore in una vecchia casa del Pelourinho.