quilombo dos palmares

 

Tra i tanti quilombos, si racconta che quello più grande e organizzato fosse il Quilombo di Palmares, nato a metà dell’800 per opera di un gruppo di circa quaranta schiavi che, dopo aver devastato la fazenda in cui vengono tenuti prigionieri, si rifugiano nella “Serra da Barriga”, all’interno della giungla.

Vero e proprio “Stato nello Stato” con una lingua ufficiale (dialetto africano bantu) e un’autonomia economica che permette alla comunità di mantenersi per per più di un secolo, il quilombo do Palmares accoglie una popolazione di circa 30.000 individui (all’epoca un sesto della popolazione totale brasiliana) di razze diverse: africani e discendenti convivono indios e bianchi perseguitati dallo Stato Coloniale.
Chiamato dai suoi abitanti “Angola-Janga”, piccola Angola,  il Quilombo dos Palmares vive di agricoltura, caccia, pesca, artigianato e di commercio dei prodotti con i villaggi vicini.

Facile capire come questa realtà rappresenti una delle minacce più grandi e reali al potere dei senhores do engenho, motivo per cuinei suoi quasi 100 anni di vita, subisce diversi attacchi, intensificati quando, nel 1680, la comunità rifiuta di firmare un accordo con i portoghesi. La corona non perdona l’insubordinazione e decide così di sterminare per sempre il quilombo, affidando il compito a Domingos Jorge Velho. Quando, nel 1692, Domingos si trova davanti a Palmares capisce che per sconfiggere quella fortezza deve organizzarsi diversamente: 2 anni più tardi ritorna insieme a novemila soldati e sei cannoni e dà il via a un assedio che dura 42 giorni, finché il 5 febbraio il Quilombo dos Palmares cade. Più di quattrocento guerrieri muoiono in battaglia e se un migliaio riesce a scappare e sparire tra la vegetazione della mata, la maggior parte degli abitanti viene catturata e decapitata.
Zumbì, figura dominante nel quilombo, riesce a scappare per cadere vittima di un’imboscata e morire il 20 novembre 1695.
Dal 1995, la data della morte di Zumbi corrisponde al giorno della Coscienza Negra in Brasile.